Sogni di benessere sostenibile: la nuova economia
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Sogni di benessere sostenibile: la nuova economia

E se provassimo a cambiare strada? A pianificare una nuova economia e un nuovo benessere ecocompatibile? I paesi più industrializzati per consolidare o addirittura per sviluppare l’economia hanno bisogno di produrre beni e servizi in quantità sempre maggiore, fino a far collassare il pianeta sotto il negativo impatto dei rifiuti e dell’inquinamento. E poi anche i consumatori non possono “consumare” sempre di più all’infinito; la giornata è fatta sempre di ventiquattro ore ed i bisogni reali, anche volendo, non sono espandibili nella misura che la crescita economica richiederebbe.

È anche facile prevedere che prima o poi gli esseri umani vorranno riappropriarsi del proprio tempo, del tempo necessario per assaporare il piacere della vita, del tempo che non “vola più incontrollato” ad andatura frenetica fino a perderne la percezione. Queste premesse non stanno a significare che non ci sono possibilità future di ulteriore sviluppo economico; un nuovo benessere più reale, duraturo e sostenibile può essere alla portata di quanti sono pronti ad intraprendere nuove iniziative in questa più virtuosa direzione.

Le nuove linee guida dovrebbero contemplare il totale rispetto dell’ambiente, totale e non parziale perché potrebbe rivelarsi catastrofico alterare progressivamente fino alla irreversibilità gli equilibri della natura; dovrebbero contemplare la ricerca del benessere psicofisico; dovrebbero mirare anche ad una maggiore felicità e appagamento spirituale dell’uomo. È vero che l’economia per crescere in modo diffuso deve poter contare su una crescita diffusa dei consumi. Consumi che non devono necessariamente essere incompatibili con la tutela ambientale. L’uomo ha una lunga serie di bisogni la cui soddisfazione può tranquillamente avvenire all’insegna dell’ecologia più radicale e quindi del tutto in sintonia con i delicati equilibri naturali. Da questi principi può nascere una nuova era del benessere, giusta e finalmente duratura, della quale non doversi poi pentire in futuro.

Le idee, l’operosità e l’entusiasmo degli uomini possono manifestarsi e concretizzarsi in direzione di un nuovo modo di vivere, che mette al primo posto la conservazione del pianeta per non compromettere la possibilità di vita stessa, e al contempo possono contribuire a scoprire e attuare nuove forme di progresso finalizzate a combattere l’ignoranza, la povertà, la malattia, il dolore, la fatica, il disagio, l’infelicità.

La prima di queste opportunità (che forse è una necessità) riguarda la produzione di cibi di qualità, meglio se biologici e quindi sani; la qualità dell’alimentazione ha una diretta ripercussione sullo stato di salute e di benessere dell’uomo e riveste pertanto un’importanza notevolissima. È vero che attualmente non c’è ancora una grande sensibilità su questo argomento; ma è compito di chi è lungimirante ed intraprendente capire le potenzialità di un mercato di grande valore, anche se al momento latente.

La bioarchitettura e la bioedilizia rappresentano la seconda di queste nuove opportunità di crescita economica. Esse non si limitano alla costruzione degli edifici in genere. Riguardano sicuramente anche i sistemi di riscaldamento che sfruttano la legna e l’energia solare, riguarda anche nuovi sistemi per la produzione di energia elettrica che utilizzano a loro volta fonti di energia rinnovabile quali il sole, il vento, l’acqua. Vivere in una casa sana non dovrebbe essere un privilegio riservato a pochi ma un obiettivo comune raggiungibile da tutti.

I sistemi di locomozione con motore elettrico o ad idrogeno, o comunque a basso inquinamento, sono un’altra opportunità di business, anche se riguarda solamente grandi aziende di settore. Anche l’aria pulita, l’unica che dovremmo respirare, richiede una radicale inversione di tendenza rispetto alle abitudini consolidate; questo valore indispensabile alla vita, anche se disponibile gratuitamente, può diventare indirettamente fonte di business. Per garantire un’aria pulita si renderanno necessari tanti accorgimenti e l’utilizzo di tecnologie intelligenti la cui produzione può tramutarsi in opportunità economiche.

Il turismo, l’intrattenimento, l’arte e la cultura possono diventare la prima opportunità economica in molte nazioni del mondo, contribuendo a creare così nuovi posti di lavoro e quindi ulteriore benessere economico. Anche la domotica, ovvero la casa automatizzata in grado di offrire a chi vi abita tutta una serie di servizi per migliorare la qualità della vita, può avere un grande futuro. Il nuovo consumismo dovrebbe essere di tipo “sano ed intelligente”; non dovrebbe pertanto più avere un impatto negativo sull’ambiente.

Inoltre potrebbero affermarsi sia una crescente domanda di benessere intellettuale che una maggiore domanda di nuovo e più oggettivo appagamento psichico. Pochi esempi sono sufficienti a farci capire che c’è tutto un nuovo mondo da costruire, un nuovo futuro da sognare. E il sogno è la speranza, l’energia che anima le imprese, il motivo per cui si agisce. Senza il sogno, l’obiettivo, il desiderio, si spegne l’entusiasmo e la voglia di fare, ci assale l’apatia ed il pessimismo. Il sogno dà senso alla vita; nel realizzarlo si compie parte della nostra missione. Il sogno non è qualcosa di egoistico; spesso la sua realizzazione crea condizioni migliori anche per gli altri. Fare qualcosa di utile per gli altri esseri umani, qualcosa che possa aumentare il loro grado di benessere, non rappresenta solamente un’attenzione verso il prossimo ma è la strada maestra per raggiungere traguardi di appagamento personale, quindi anche sotto il profilo economico.

La ricchezza in molti casi altro non è che una grande capacità di inventare, realizzare e offrire prodotti o servizi utili al prossimo. Più questi prodotti o servizi verranno richiesti, più aumenteranno le possibilità di arricchimento. E la richiesta viene alimentata da una offerta – proposta convincente. La comunicazione leale, veritiera, corrispondente cioè ad effettivi benefici, assumerà sempre più un ruolo determinante nell’economia degli anni a venire. Pensare alla soddisfazione dei bisogni altrui è sicuramente un buon modo per iniziare a fare impresa; soddisfare questi bisogni è la chiave per sviluppare e consolidare l’impresa stessa.

Ai pessimisti sul futuro dell’economia è bene ricordare che l’uomo in genere è ben lontano dall’aver soddisfatto tutti i suoi bisogni, soprattutto quelli veri, molto legati alla sua natura più profonda, e su questo dato di fatto dovrebbe fondarsi la nuova strategia del benessere economico. Comprendere fino in fondo questi bisogni, comprenderli anche nelle sfaccettature psicologiche e sociologiche, rapportare questa comprensione e la relativa soddisfazione con un principio inderogabile quale la salvaguardia dell’ambiente nel senso più esteso è il compito che spetta ai politici, agli organi di governo, agli imprenditori e agli esseri umani in genere.

Una nuova era di creatività e di ingegno veramente costruttiva può profilarsi nell’immediato futuro; nuovi orizzonti fatti di positività, di vera intelligenza e buon senso attendono il genere umano se finalmente saprà mettere da parte quella stupidità che non gli fa onore, quella limitatezza di vedute che ha generato, in molti casi, una grande quantità di autolesionismo. All’interno di questo apparente vincolo ambientale, che altro non è se non necessario buonsenso, sarà possibile progredire nella direzione giusta, senza per contro dover far dei passi indietro dal punto di vista ambientale ed esistenziale. Riprogettare il futuro, facendo tesoro di tutte le esperienze passate, siano esse positive che negative, potrà risultare sicuramente più appagante di quanto lo sia stato finora.

EUGENIO TOCCHET, amministratore delegato Lever Plan

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